Il mito del labirinto di Cnosso - Il Minotauro dentro Teseo
Il labirinto di San Vitale a Ravenna
Il mito del labirinto di Cnosso e la simbologia di esso stesso è stata ripresa in numerose opere letterali e cinematografiche dandone a seconda del regista ed autore un significato ed un ruolo. Nel mito originario il labirinto nasce come prigione che il
re Minosse costruì per rinchiudervi il Minotauro, un suo "figlio" nato da l'incrocio tra un
toro e sua moglie Parsifae, ma perché costruire invece che una vera e propria
prigione un labirinto? Un labirinto anche se notoriamente intricato ha una via
d’entrata ed una via d’uscita ed è quindi possibile che il Minotauro con vari
tentativi ne possa uscire. La risposta a questo è da ritrovarsi nella natura
animalesca del Minotauro che sprovvisto della logica e della ragione ma di
estrema forza bruta, sarebbe in grado di sfondare una semplice cella ma al col tempo non sarebbe
in grado di ragionare per arrivare all'uscita. Il labirinto può essere letto come una metaforica trappola della mente dove l’animalesco è stato rinchiuso ma
continua a vivere.
E' necessario dare qualche cenno pure sulla costruzione di questo ad opera di Dedalo da
cui oggi deriva il sinonimo di labirinto o labirintico per l’appunto. Dedalo è
un architetto, scultore ed inventore che venne insignito da Minosse del compito
di costruire il labirinto e per far questo si fece aiutare dal figlio Icaro. Essendo
a conoscenza della forma del labirinto e quindi sapendone l’uscita essi vennero
rinchiusi nelle mura del labirinto una volta terminato. Impossibilitati ad
uscirne Dedalo costruì delle ali di cera al figlio per poter librare in aria e
quindi fuggire dal labirinto.
Deviamo brevemente dal mito per spiegare l’importanza delle
due figure. Dedalo ha costruito il labirinto e potrebbe percorrerne a
ritroso la strada per ritornare al punto iniziale, purtroppo al centro di
questo vi è il Minotauro, per questo, per uscirne, deve costruire delle ali al
figlio che in una iconografia cristiana sarebbero ricondotte all’angelicità. Un'altra lettura che si può dare al significato simbolico delle ali è da attribuire al pensiero umano, unico strumento capace di elevare l'uomo oltre le sue possibilità materiali e quindi in grado di superare l'animalesco rappresentato dal Minotauro.
Artus Quellinus (1609-1668)
Descritto il simbolismo del contesto si
può parlare dell’eroe ed i suoi gesti. Teseo a differenza di altri personaggi
mitici è una figura assai più controversa, politicizzata e partecipe di tanti
racconti tragici. E’ opportuno per il contesto quindi scindere la parte politica delle
narrazioni da quello che ci interessa. Teseo è “l’istituzione” per natura
stessa del suo nome, è l’emblema dei codici e delle riforme umane. Egli parte
per la spedizione a Cnosso dove il re Minosse dava in pasto giovani ateniesi al
Minotauro per salvarli da questa terribile fine. In questa impresa si fa
aiutare da una delle figlie di Minosse, Arianna, la quale tramite il famoso
filo lo aiuta a ritrovare la via d’uscita una volta ucciso il Minotauro.
Scappato dall’isola porta con se Arianna che nonostante le promesse d’amore
abbandona in un’isola la vicino.
Arianna rappresenta la bellezza, l’amore ed anche la speranza, questa rivede tali virtù in Teseo ma questi egli ne fa un uso strumentale per il suo fine, divenire Re di Atene. Teseo sembra compia un’opera eroica nel salvare i fanciulli ma è così solo se la si vede superficialmente, l’atto di carità di Teseo non rispecchia il principio stesso di caritas e viene per questo punito, senza entrare nei dettagli del mito, con la morte suicida del padre Egeo. Nonostante questo Teseo raggiunge il suo obiettivo diventando Re di Atene che simbolicamente possiamo ricollegare allo stato umano nel mondo dove la hybris umana travalica i principi divini; la ragione e le ragioni, sopra ogni altra cosa. Teseo è esattamente l’antitesi di uomo che sognava Platone a capo di una società.
Arianna rappresenta la bellezza, l’amore ed anche la speranza, questa rivede tali virtù in Teseo ma questi egli ne fa un uso strumentale per il suo fine, divenire Re di Atene. Teseo sembra compia un’opera eroica nel salvare i fanciulli ma è così solo se la si vede superficialmente, l’atto di carità di Teseo non rispecchia il principio stesso di caritas e viene per questo punito, senza entrare nei dettagli del mito, con la morte suicida del padre Egeo. Nonostante questo Teseo raggiunge il suo obiettivo diventando Re di Atene che simbolicamente possiamo ricollegare allo stato umano nel mondo dove la hybris umana travalica i principi divini; la ragione e le ragioni, sopra ogni altra cosa. Teseo è esattamente l’antitesi di uomo che sognava Platone a capo di una società.
Vi sono un paio di passaggi su cui
vorrei porre l’attenzione. E’ necessario uccidere un mostro che non può fuggire
ed è schiavo del suo stato brutale? Che colpa ha il Minotauro della sua natura? In
questo rivedo alcune sfaccettature del mito di San Michele ed il Drago dove
esso, custode del tesoro, non viene mai ucciso ma ben sì domato per far si di
essere degni del dono. Teseo non capisce questa sfumatura e poiché schiavo del
suo Minotauro mentale uccide quello di Cnosso non facendo altro che alimentare
la sua bestialità. Il toro simbolo di molti culti agricoli ma anche di forza
invincibile e sacrificio rappresenta quel lato umano ancestrale, non solo
animalesco ed il labirinto non credo sia una prigione dove vi è stato rinchiuso
ma un posto che gli è stato costruito attorno.
Per questo credo che il Minotauro vada liberato e non ucciso. In molti raffigurazioni
sia Teseo che il mostro sono nudi a dimostrarne l’egual natura, a cambiare è
spesso solo la parte superiore del corpo. Simbolo come intuibile che
la diversità trai due sta nella testa e non nella natura, tra l’altro divina di
entrambi.
Teseo, armato di una spada avvelenata
come a ricordare il serpente, simbolo della tentazione nella versione cristiana
ma anche della sete di conoscenza, uccide il mostro ma avvelena una parte di se
che lo condizionerà per il resto della sua vita fatta di suicidi, morti di
mogli e figli ed una fine, la sua, nata da inganni e sete di potere. L’architetto ha in qualche modo protetto il Minotauro e vedo il labirinto sia come una protezione verso noi stessi sia come il simbolo delle sfide
e complessità della nostra natura. Per uscire dal labirinto è necessario
ricordarsi da dove si è venuti ed è secondo me il punto centrale del simbolismo
a questo legato. L’uscita del labirinto è murata, come ricorda il mito, poiché
non c’è uscita dallo stato di dispersione se non nel ritorno all’origine o
entrata in questo caso. Liberare il Minotauro significa liberare l’uomo dal suo stato di
incoscienza e di attaccamento al materiale, alla terra, per riportarlo laddove
può esprimere il suo potenziale. Il potenziale che aveva Teseo ma che ha usato
per i fini sbagliati.


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