La bellezza interiore di Narciso - Eco e Narciso (1903) J.M. Waterhouse


Eco e Narciso - J.M. Waterhouse 



Di John William Waterhous abbiamo già parlato in un recente articolo per questo, saltando ripetitive introduzioni, parlerò del quadro e del mito. Come da titolo vediamo rappresentati Narciso e la ninfa Eco nel famoso momento in cui egli specchiandosi in riva ad un ruscello rimase infatuato dalla sua stessa immagine. Al mito ed al relativo fiore oggi vengono attribuiti i caratteri del narcisismo, l'ego della propria persona in senso superficiale, narrazione che proverò a scomporre per farvi trovare, forse, un significato più alto.
Bisogna fare una premesse metodologica a riguardo del mito poichè essendo molto popolare ha anche subito molte variazioni col tempo, la narrazione orale ha portato a noi varie versioni che calcano la mano su aspetti o personaggi diversi per questo mi atterrò ad una versione del racconto che sia maggiormente funzionale allo scopo dell'articolo. Sottolineo come in tutte le versioni, anche le più modificate del mito, sarebbe possibile rintracciare gli stessi concetti che andrò ad esporre, una delle potenze del simbolo è la sua permeabilità attraverso il tempo, esso sopravvive tra le righe e le parole di chi narra.

Dal racconto di Ovidio sappiamo che il destino di Narciso era ben noto ai genitori i quali si preoccuparono di levare ogni specchio in casa al fine di non far vedere la propria immagine al giovane che sarebbe sopravvissuto "se non avesse mai conosciuto se stesso" (Ovidio, Metamorfosi, 3. 339 - 509). Questa citazione letterale è uno spartiacque per la nostra narrazione poichè partirò dall'assunto che vada presa più in senso riflessivo/spirituale che fisicamente parlando.

La storia di Narciso è fatta di amori respinti di ogni sesso ed età ma la maggior parte dei racconti si soffermano su un figura in particolare, quella della ninfa Eco. Della ninfa Eco abbiamo varie versioni che ci raccontano il suo incontro con Narciso, in una di queste ella si presentò a Narciso seguendolo di nascosto, una volta scoperta dal giovane e respinta anch'essa, si allontanò gemendo fino a che della ninfa non rimase che la sua voce in lontananza. In un'altra versione assai più forte emotivamente la ninfa rimase talmente sconvolta dal suo rifiuto, che si consumò letteralmente d'amore, annichilendo il proprio corpo fino a che non rimase altro che un sussurro, l'eco appunto.

Nel quadro Waterhouse pone la Ninfa di spalle ma voltata verso il proprio amato cercando di attirare l'attenzione col seno scoperto ed una testa china a cercare il suo sguardo ma il giovane si era già perso nel riflesso di se Questa rappresentazione stride assai con il racconto tipico che vuole la Ninfa fuggire o morire in qualche modo, ella invece sembra accostarsi al giovane anche mentre non la degna di nota come a sottolineare la persistenza di questo "eco". Sempre nel dipinto troviamo il giovane Narciso avere una corona d'alloro in testa, simbolo notorio dell'immanente o dell'eterno ma cosa avrà voluto dire l'autore con questo accostamento, cosa era immanente di Narciso? La bellezza? Notoriamente la bellezza è un qualcosa di passeggero che muta con lo scorrere del tempo, immanente è altro, immanenti sono i caratteri del nostro animo. Non vi è infatti traccia nei vari racconti del fatto che, se pur il ragazzo sia definito "bellissimo" dalle varie persone, queste si innamorino di lui per la sua bellezza fisica, questo non viene espressamente sottolineato.
Operando un ribaltamento concettuale e prendendo le parole di Ovidio sopra riportate possiamo speculare su una versione di Narciso la quale parla delle proprietà spirituali dell'uomo. La bellezza infatti, in molte opere non solo medievali, è l'incarnazione dei principi divini, con questa si vuol sottolineare una particolare propensione al sacro di una persona; che la bellezza di Narciso abbia che fare che il divino? 

La storia di Narciso va ribaltata drasticamente per poterne vedere i suoi aspetti più nascosti: la prospettiva del racconto è sempre esterna al personaggio le quali gesta vengono narrate come una novella con la morale finale. Poniamoci nei panni invece del personaggio, quanti di noi non riescono a vedere la propria bellezza? Quanti non riescono a vedere i caratteri più pregiati del proprio animo? Ai più ciechi capiterà che delle persone vi si innamorino senza comprenderne i motivi, una cosa assai frequente oserei dire. Narciso è cieco poichè non si è mai potuto specchiare o non ha mai voluto farlo? Sembra paradossale che egli non si sia mai visto in tutta la sua vita solo perchè non vi sono specchi in casa sua, in questo il mito ci vuole evidenziare il paradosso di chi nega la sua natura cercando di sfuggire ad un destino che è scritto per tutti, ovvero vedere il vero volto di se stessi. 
E' curioso che nel mito si dica che la vita del giovane terminerà proprio se conoscerà se stesso. Possiamo leggere questa parte della storia in senso metaforico come una morte spirituale di una vecchia proiezione superficiale del se con quella del proprio io interiore. 

Nei panni di Narciso abbiamo respinto più volte un eco che ci chiamava, una voce dal nostro profondo che cerca disperatamente la nostra attenzione. Questo eco rappresentato da una ninfa, custode delle natura, è la rappresentazione allegorica del mondo attorno a noi che ci richiama costantemente ad essere una parte armonica di esso. Narciso prima è dissociato e solo quando ritrova se stesso muore (metaforicamente) per riunirsi con il mondo, infatti dalla sua morte nascerà il fiore che porta con se il suo nome. In alcune versioni del mito esso si butta nel fiume, simbolo dello scorrere della vita e dell'eterno rinnovamento come ulteriore simbolo di rinascita. Narciso quindi muore ma rinasce.

Propongo in ultimo una rilettura del testo di Echoes dei Pink Floyd da seguire attentamente con la musica. (La versione non è scelta a caso)



Strangers passing in the street - Estranei che passano per strada
By chance two separate glances meet - per caso due sguardi si incontrano
And I am you and what I see is me - Ed io sono te e quello che vedo sono io
And do I take you by the hand - E ti prendo per mano
And lead you through the land - E ti guido attraverso questa terra
And help me understand - Così da aiutarmi a capire
The best I can - Il meglio che puoi
And no one called us to the land - E nessuno ci chiamò per quel luogo
And no one crosses there alive - E nessuno ci passò in vita
No one speaks and no one tries - Nessuno ne parla, nessuno ci prova
No one flies around the sun - Nessuno vola vicino il sole
Almost - O quasi




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